Apple, l’azienda conosciuta in tutto il mondo grazie alla vasta gamma di computer prodotti, conquista anche il mondo della telefonia mobile. Secondo le ultime stime di Strategy Analytics nel terzo trimestre l’azienda di Cupertino ha superato in profitto tutti i concorrenti, raggiungendo gli 1,6 miliardi di dollari. Apple, con 7,4 milioni di iPhone venduti, e ricavi stimati per 1,6 miliardi di dollari, supera la Nokia che si è posizionata al secondo posto con 1,1 miliardi di dollari. “Con grandi volumi di vendite, prezzi alti all’ingrosso e serrato controllo dei costi, Apple ha di fatto conquistato posizioni nel mercato mobile in soli due anni”, ha dichiarato Alex Spektor, analista di Strategy Analytics. Apple ha venduto 7,4 milioni di iPhone tra luglio e settembre, fatturando 4,5 miliardi di dollari. Nokia ha venduto 108,5 milioni di cellulari nello stesso periodo, fatturando 10,36 miliardi di dollari.
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Apple ribassa sensibilmente i costi degli iPod ricondizionati: modello da 8 GB a soli 149 euro, modello da 32 Gb -40% rispetto alla versione nuova. iPod nano 8GB da 99 euro. Le novità riguardanti l’ iPod Touch sono principalmente due: un hardware rinnovato, ovvero più compatibile con processi grafici più pesanti, e un piccolo ritocco di listino: 189 euro per la versione 8Gb. Gli altri due modelli invece, costano 279 euro per 32 Gb e 369 euro per il modello da 64 Gb. Le novità più consistenti riguardano invece l’ iPod Nano, arrivato alla sua quinta generazione con un esclusivo modulo videocamera. Inoltre, si aggiunge anche un microfono, un altoparlante e uno schermo leggermente più grande. E anche un sintonizzatore FM e un contapassi. Per acquistarlo non servirà pagare di più: infatti, l’iPod Nano ha sempre lo stesso prezzo di 139 euro per il taglio da 8Gb e 169 euro per quello da 16 Gb. Deluse le aspettative di tutti quelli che si aspettavano una videocamera integrata anche sull’iPod Touch, come era stato ventilato, anche se pare che un modello con queste caratteristiche ritornerà prestissimo, forse già dai primi mesi del 2010, e senza variazioni di prezzo.
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Sono in preoccupante aumento ormai i casi di esplosioni dell’iPhone di casa Apple. La cronaca non smette ancora di parlarne. Il quotidiano britannico The Times riporta la vicenda di un quarantasettenne di Liverpool, Ken Stanborough, il quale racconta lo spiacevole incidente avuto lo scorso mese con l’iPod touch della figlia. Secondo la ricostruzione, l’uomo ha assistito all’esplosione dell’iPod della figlia 11enne, dopo alcuni minuti di “fumata” del dispositivo. Resosi però conto per tempo dell’anomala reazione del player digitale, fortunatamente ha avuto la prontezza di scagliarlo lontano da sé prima che provocasse seri danni. Stanborough ha contattato Apple ed Argos, dove ha acquistato il dispositivo. In seguito alla conversazione con un rappresentante di Apple, la casa ha inviato una lettera alla famiglia Stanborough negando la responsabilità ma offrendo un risarcimento alla famiglia.Nella lettera, secondo quanto riportato dal Times, viene però indicato che l’accettazione del risarcimento implica il più assoluto riserbo sulla vicenda: la famiglia Stanborough non avrebbe dovuto divulgare esistenza e termini dell’accordo, mantenendoli completamente riservati. In caso contrario, Apple avrebbe intentato azioni legali contro di loro. Ken Stanborough ha dichiarato di aver rifiutato l’accordo sentendosi minacciato da eventuali azioni legali. Secondo il Times la vicenda avrebbe permesso ad alcuni di scoprire che Apple non sarebbe nuova a queste pratiche e avrebbe già tentato di tenere lontani dagli occhi del pubblico altri casi di surriscaldamento anomalo di iPod. Un giornalista americano ha infatti ottenuto una documentazione di 800 pagine della Consumer Product Safety Commission statunitense dove emergerebbe che il problema sia causato dalle batterie di litio dei lettori. Un portavoce di Apple ha dichiarato che dal momento che non ha avuto modo di visionare l’iPod danneggiato non può rilasciare alcun commento. Anche Argos non ha preso posizione sulla vicenda. In merito si è però espresso il Trading Standard Institute, organismo per la tutela dei consumatori britannici, il quale ha dichiarato di non sapere se lettere come quella inviata da Apple agli Stanborough sono la norma per realtà di questo tipo, ma che “comprende” la volontà di Apple di proteggere la propria reputazione anche cercando di raggiungere un accordo riservato.
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Secondo DigiTimes Foxlink sta sviluppando una serie di micro-proiettori in collaborazione con alcuni importanti nomi dell’IT mondiale come Nokia, Samsung e altri grandi non nominati direttamente. Alcune voci non ufficiali sostengono che tra le società che abbracceranno questa tecnologia ci sarà anche Apple. Appare però molto poco credibile che anche Apple stia pensando a un dispositivo dotato di questa funzionalità almeno nel breve periodo. Infatti, pur offrendo risultati discreti in termini di qualità video e anche una serie di funzionalità interessanti e fantasiose, come la riproduzione sullo schermo proiettato di film e videogiochi direttamente dallo smartphone, la tecnologia non sembra ancora così matura e pronta per sbarcare in un tascabile della Mela. Per altro un dispositivo con un proiettore pare essere completamente fuori dallo spirito, passato e presente, che ha guidato Apple, mai propensa ad abbracciare funzioni sopra le righe come potrebbe essere quella di un proiettore. Basti pensare che Apple ancora oggi è l’unica società al mondo tra quelle che producono lettori MP3 a non avere introdotto un software per la riproduzione di radio in FM nei suoi dispositivi. Rifiutare la radio per ragioni di semplicità e di focalizzazione del prodotto e poi presentare un iPhone o un iPod touch che proiettano filmati su un muro, al momento, ci sembra una ipotesi davvero poco credibile. Rimane fuori discussione il fatto che i micro-proiettori integrabili nei player multimediali tascabili e più ancora negli smartphone di nuova generazione rappresentino un’idea in grado di interessare più di un costruttore, e che questi nuovi componenti potrebbero essere integrati all’interno di nuovi dispositivi tascabili già entro il 2009.
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L’amministratore delegato di Apple, Steve Jobs, ha ripreso a lavorare, secondo quanto riferito da un portavoce dell’azienda, dopo un’assenza durata mesi e dovuta a problemi di salute che lo hanno costretto ad allontanarsi dai suoi impegni con la Apple. L’amministratore delegato di Apple ha infatti subito un trapianto di fegato che lo ha costretto a rinviare i propri impegni lavorativi. Già nel 2004 Jobs era stato curato per una rara forma di cancro al pancreas, e in seguito era apparso, non in forma, a un evento Apple nell’estate del 2008, alimentando ulteriormente i timori sulla sua salute. A gennaio, l’ annuncio di un periodo di congedo per ragioni di salute, definite “più complesse” di quanto inizialmente pensato. Possiamo tuttavia comunicare che il fondatore della Apple, dopo questo intervento, adesso sta bene e che ha già ripreso a lavorare. Lo stesso Steve Jobs aveva fatto presente che avrebbe ripreso le attività da CEO della compagnia a fine giugno,e così è stato. Non resta che augurargli una veloce guarigione e dargli un bentornato al lavoro.
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Acer non è presente da molto nel settore smartphone, ma i suoi prodotti sono già piuttosto interessanti. I modelli futuri sono ancora avvolti nel mistero, ma qualche informazione comincia a trapelare. Secondo i redattori di “All Abouth Phones” nei prossimi modelli potrebbe trovare posto almeno un prodotto con processore Qualcomm Snapdragon, una CPU ARM da 800 MHz, poco più lenta di quella del Toshiba TG01. ‘Acer F1 avrà come sistema operativo Windows Mobile 6.5, probabilmente completato dall’interfaccia grafica sviluppata dalla stessa azienda, Acer Suite 2.0. A completare il pacchetto ci sarebbe anche una componente grafica a marchio ATI. Dalle immagini si vede che, almeno il prototipo,è dotato di una fotocamera da 5 Mpixels. Stando alle poche informazioni disponibili, strappate durante una recente conferenza stampa, il nuovo modello dovrebbe arrivare sul mercato a settembre, per 560 euro. Piuttosto costoso. Non possiamo dare conferme né smentite, ma è probabile che buona parte di quanto detto sia affidabile, almeno per quanto riguarda l’utilizzo dei nuovi processori. Non è credibile, infatti, che solo Toshiba abbia deciso di sfruttare le potenzialità di Snapdragon. Sui modelli, invece, c’è l’imbarazzo della scelta. Anzi, non è da escludere che già dopo l’estate facciano la loro comparsa i primi smartphone dotati di CPU ARM multicore. Al momento, l’unico segnale è la ricerca di personale qualificato, da parte di Apple.
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Quello che fino ad oggi era soltanto un rumor, ora è ufficiale: la conferma è stata affidata da Apple al Wall Street Journal: Skype sta per approdare sul telefonino con la mela. Da domani, infatti, Skype sarà ufficialmente sull’App Store. Al momento non è ancora chiaro se inizialmente sarà disponibile solo su AppStore USA oppure in tutto il mondo, ma di sicuro l’applicazione sarà scaricabile gratuitamente per l’uso in mobilità, estendendo così il numero di piattaforme nella propria fondina. Che il traguardo fosse prossimo lo si era intuito la scorsa settimana, da voci secondo le quali l’applicazione era ormai all’ultima fase di analisi prima dell’approvazione. L’applicazione per fare le chiamate low cost tramite VOIP non delude le aspettative: è davvero ben fatta e completa. Cosa permette di fare in sostanza? Chiamate gratis Skype-to-Skype verso tutti gli utenti Skype del mondo tramite Wi-fi, chiamate a basso costo verso telefoni fissi e cellulari tramite qualsiasi rete Wi-Fi, ricezione chiamate su un numero personale online.Una forte limitazione, però, va momentaneamente a tarpare le ali all’applicazione: Skype potrà essere adoperato soltanto sotto connessione WiFi e non tramite connettività 3G. Così facendo Apple riesce a mediare le pressioni della software house e le necessità del carrier, creando un compromesso che pone Skype come buona soluzione sotto la propria rete casalinga oppure come valida alternativa nel caso in cui si possa godere di una rete wireless accessibile anche al di fuori della propria abitazione. Per le chat: invio/ricezione instant messages tramite Wi-Fi, sia 3G, ma anche EDGE o GPRS e possibilità di vedere quando i propri contatti Skype sono online/disponibili per chat o IM. Skype sta facendo grandi passi nella direzione del mobile. Il primo tassello è stato nella distribuzione della versione 4.0 per desktop, avente un nuovo codec in grado di ottimizzare la qualità delle chiamate in ogni condizione di connettività. Skype è quindi andato ad approcciare il mondo Symbian, riuscendo addirittura ad imporsi come soluzione precaricata per il prossimo Nokia N97. L’approdo sull’iPhone è l’esperimento estremo poiché porta Skype sul simbolo principe del mondo smartphone, e nel frattempo anche Android si accoda alla fila inaugurata a suo tempo da Windows Mobile.
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Presentata all’Apple Campus di Cupertino, California, una “advanced preview (anteprima avanzata) di ciò” si sta costruendo”, ovvero quello che in Rete è stato universalmente nominato iPhone OS 3.0 Software. Sembra proprio che ci sia già una data per l’arrivo del nuovo smartphone made in Cupertino, l’iPhone 3.0 successore dell’iPhone 3G. Le notizie arriverebbero direttamente da AT&T, impegnata in prima persona, secondo cui l’annuncio ufficiale avverrà a metà giugno. Trapelate anche alcune informazioni interessanti riguardo caratteristiche tecniche e nuove funzionalità: l’OS iPhone avrà la possibilità di utilizzare il Bluetooth per connettere tra loro i telefoni. Sarà possibile scambiare dati tra i dispositivi e tra le applicazioni presenti sugli stessi, creando vere e proprie reti P2P via Bluetooth.Gli iPhone 3.0 avranno anche la possibilità di comunicare con periferiche esterne, come casse, equalizzatori, apparecchiature mediche ecc, attraverso un protocollo standard, via cavo, ma anche in Bluetooth. Arriva inoltre l’attesissima funzione del il Copia e Incolla. Sembra poi probabile la presenza di una tastiera QWERTY a slitta, una telecamera autofocus e la condivisione video.
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Grazie all’innovativa funzione, denominata Voice Over, il nuovo iPod Shuffle sa parlare ed è in grado di leggere, a richiesta, il titolo del brano ed il nome dell’autore. Basta premere un tasto e Voice Over vi risponderà abbassando per un attimo il volume della musica. Può anche annunciare il titolo delle playlist e perfino avvisarvi quando è ora di ricaricare la batteria. La funzione può essere azionata anche in fase di riproduzione del file. Voice Over è disponibile in ben 14 lingue differenti, tra le quali l’italiano. La sua dimensione vi lascerà senza parole, essendo ridotta la metà di quella della generazione precedente. Apple ha reso lo Shuffle più piccolo di una chiave, con misure pari a 45,2 x 17,5 x 7,8 mm e un peso di 10,7 grammi, ma con tanto spazio in più, con una capienza di 4GB per portare con voi fino a 1000 canzoni. Sulla parte alta dello chassis trova posto solo uno switch che consente di selezionare la modalità shake (agitando l’iPod si cambia traccia), la riproduzione lineare e lo spegnimento. Cambia anche la forma: il nuovo Shuffle diviene lungo e stretto, ancor meno ingombrante. Resta la pinzetta grazie alla quale l’iPod Shuffle può essere “indossato” e il colore argentato, mentre i comandi per la gestione dei brani sono spostati direttamente sul cavo degli auricolari, dove sono presenti tre soli pulsanti: avvio/pausa, “più” e “meno” per il volume.
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