Scandaloso il costo degli SMS in Italia
Non tutti, probabilmente, sono a conoscenza del fatto che per i gestori di telefonia il servizio SMS ha un costo pari a zero. Secondo un recente studio pubblicato sul New York Times, portato a termine da un professore canadese, Keshav Srinivasan, docente universitario di informatica, risulta che gli sms vengono inseriti nello spazio libero del segnale di controllo, segnale che cellulari e antenne del gestore si scambiano tra loro continuamente (a prescindere dalla presenza di un SMS da inviare), senza occupare banda maggiore o causare costi aggiuntivi all’operatore telefonico. In pratica, per l’operatore un sms non costa praticamente nulla. Tuttavia, le aziende del settore continuano indisturbatamente a fatturare milioni di euro grazie agli sms. E forse non tutti sanno che in Italia inviare un sms nella stessa nazione costa di più che inviarlo in un altro Paese europeo. L’Unione Nazionale dei Consumatori, sul piede di guerra, ha chiesto subito l’intervento del garante per la sorveglianza dei prezzi, in modo da costringere i gestori a far adeguare il prezzo degli SMS a livello europeo. E’ quanto afferma Massimiliano Dona, Segretario generale dell’ L’Unione Nazionale dei Consumatori, esponendo i risultati di un recente incontro con alcuni esponenti delle principali società telefoniche per fare luce sui prezzi di servizi come gli sms, le tariffe di scatto alla risposta e simili. L’incontro si è sostanzialmente concluso con un invito alla trasparenza. Invito del tutto inutile, perché il diritto alla trasparenza è già sancito dal Codice del Consumo e tutte le aziende sono eticamente tenute a rispettarlo. L’incontro mette in evidenza come l’istituzione della figura del Garante dei Prezzi, priva di poteri finalizzati a sanzionare i gestori di telefonia, non possa efficacemente tutelare i diritti dei consumatori. Le uniche speranze sono riposte nel fatto che non solo l’Unione dei Consumatori ma anche il governo e tutte le parti in causa diano il loro sostegno per regolamentare questa questione così come è stato fatto a suo tempo per l’abolizione della percentuale sulle ricariche telefoniche.













