Digitale Terrestre, arriva l’americana Comcast
La Comcast International Media Group, colosso americano delle Telecomunicazioni da 34 miliardi di dollari di fatturato, per voce del responsabile della divisione che studia le operazioni all’estero, Kevin MacLellan, ha espresso “l’ intenzione di trovare un partner per sviluppare un nuovo modello di tv a pagamento”, confermando un serio interesse nei confronti del mercato italiano. “Siamo alla ricerca di un partner internazionale.” ha detto il presidente, ”Abbiamo iniziato a guardarci intorno: dal Brasile alla Germania, e l’Italia è sicuramente un Paese interessante”. Gli incontri (separati) con i vertici di Rai, Mediaset e Sky lascerebbero ben sperare per il futuro. Per adesso la pay tv non ha funzionato” ha continuato MacLellan, “Basti vedere le difficoltà di Mediaset per arrivare al break even. Entro la fine di luglio tornerò in Italia per un secondo giro di incontro. A quel punto l’obiettivo sarà capire chi e se c’è qualcuno davvero interessato a una partnership con il nostro gruppo.” Gli incontri con i vertici Rai e Mediaset sono stati finalizzati a proporre il ruolo che Comcast potrebbe avere nel mercato televisivo italiano in seguito al suo ingresso.”Abbiamo molti soldi e le esperienze di una pay tv digitale terrestre di successo, quello che serve qui.” ha dettoMacLellan “Si parla molto dell’enorme battaglia tra Sky e Mediaset e della rivalità tra digitale e satellite, per questo possiamo entrare in gioco noi”. A seguito dell’incontro con la tv di stato italiana, il presidente di Comcast International non ha neppure escluso un ingresso della Rai nella tv a pagamento magari in joint venture proprio con Comcast. La collaborazione potrebbe consistere nell’azionariato o nella produzione dei contenuti non limitandosi, come già avviene in tanti altri paesi, ad essere semplici fornitori. L’entrata nel mercato italiano potrebbe essere strategica per Comcast, bloccata in patria dai vincoli Antitrust, perchè permetterebbe al più grande operatore via cavo del mondo di crescere ancora, pur essendo la terza compagnia di telefonia fissa del Nord America e pur avendo già in portafoglio 20 network televisivi (tra cui E! trasmesso in Italia su Sky) e due squadre sportive. Un passaggio molto importante è quello che riguarda la Rai. MacLellan ha sottolineato che “potrebbe decidere di rompere il tabù della tv di Stato gratuita. In Gran Bretagna è successo con Channel 4.. Quello che devono domandarsi gli editori è come sopravvivere. Di certo la pubblicità da sola non basta più. Soprattutto in un momento delicato come questo”.













