Gmail non sicura per la maggior parte di voi
Gmail, il servizio di posta elettronica fornito da Google, è la scelta di moltissimi utenti in tutto il mondo. Il servizio di posta elettronica di Google, lanciato circa 4 anni fa, oggi integra una gamma completa di funzioni che ne fanno un servizio webmail completo, che possono sfruttare anche i meno esperti. E’ recente la notizia di una lettera aperta a Google in cui in sostanza si spinge l’azienda a migliorare la sicurezza del servizio di posta più usato del mondo. Il concetto di fondo è che Gmail non è abbastanza sicura. L’accusa è mossa dai 38 firmatari di questa lettera aperta ad Eric Schimdt, nella quale si chiede a Google di introdurre il protocollo di sicurezza HTTPS, che permette di utilizzare la connessione HTTPS in maniera costante come opzione predefinita. Nel gruppo di firmatari si ritrovano esponenti importanti della comunità intellettuale statunitense. Tra questi, Bed Edelman ricorda i potenziali rischi legati alla sempre maggior diffusione di reti WiFi pubbliche e altre connessioni non sicure. Parlando di Gmail, spiega che sarebbe possibile sottrarre i dati d’accesso all’account stesso, ma il problema riguarda tutte le aziende che offrono servizi online, e che diventerà molto più serio mano a mano che i servizi cloud si diffondono. Google ha risposto che prenderà subito in considerazione il passaggio al protocollo sicuro, e che avvierà immediatamente una sperimentazione su un numero limitato di account. Al momento la connessione HTTPS è usata solo quando si immettono i dati d’accesso, ma non mentre si usano i servizi. E’ scontato che le scelte di Google dipenderanno in gran parte dal risultato della sperimentazione: se l’operazione non avrà costi eccessivi e non ci saranno significative perdite di prestazioni, la richiesta della lettera con ogni probabilità sarà soddisfatta, venendo incontro alle esigenze dei sempre più numerosi utenti di Gmail. Bisogna inoltre tenere conto che questo problema riguarda milioni di utenti, stando ad uno studio secondo il quale ben l’80% degli utenti non modifica le impostazioni predefinite.













